Disegnare il paesaggio rurale: la riforma fondiaria e i Marconi

La riforma fondiaria è il punto di partenza di una ricerca sulle trasformazioni del paesaggio rurale e sul contributo di Plinio e Paolo Marconi. Al centro del lavoro c’è il rapporto tra architettura e territorio: leggere borghi, abitazioni e servizi come parti di un progetto più ampio, nel quale organizzazione produttiva e vita collettiva si intrecciano.

Il 12 ottobre 2024 ho presentato una parte di questa ricerca al congresso internazionale «Modern Architectural Heritage of the Mediterranean: Common Grounds – Parallel Stories», svolto il 12 e 13 ottobre al Centro di Architettura del Mediterraneo di Chania, a Creta. Il contributo, intitolato «Plinio Marconi and the Land Reform in Basilicata and Puglia», era inserito nella sessione «Modernising: Urbanism and Infrastructure».

La ricerca osserva le architetture della riforma fondiaria attraverso le relazioni che stabiliscono con il paesaggio. Il disegno degli insediamenti, la disposizione degli edifici e il rapporto tra spazi domestici, luoghi del lavoro e servizi offrono strumenti per comprendere l’idea di territorio che accompagnava questi interventi.

L’interesse per Plinio e Paolo Marconi si colloca dentro questo percorso, mettendo in relazione il progetto architettonico con la scala dell’insediamento e del paesaggio. Lo studio cerca di riconoscere le scelte che danno forma ai luoghi e di leggerle insieme alle trasformazioni che questi hanno attraversato nel tempo.

La partecipazione al congresso di Chania ha portato il caso della Basilicata e della Puglia in un confronto internazionale sul patrimonio moderno del Mediterraneo. Un’occasione per interrogarsi sul valore delle architetture rurali del Novecento e sul loro posto nella storia delle trasformazioni territoriali.

Per Studio Runo, questa ricerca nasce dalla volontà di conoscere e rendere leggibile un patrimonio spesso ai margini dei racconti dell’architettura. Studiare questi luoghi significa costruire una base per riconoscerne il valore, condividerne le storie e ragionare sul loro futuro.

Indietro
Indietro

Palmenti di Pietragalla: conoscere per tutelare